Autotrapianto dentale: una possibilità biologica nei casi complessi
L’autotrapianto dentale è una procedura che consiste nel trasferire un dente dello stesso paziente da una sede a un’altra della bocca.
Si tratta di una soluzione poco conosciuta al grande pubblico, ma ampiamente documentata in letteratura scientifica.
Il nostro studio ha recentemente partecipato ad una pubblicazione internazionale su questo tema, contribuendo con casi clinici documentati con follow-up a 20 anni di distanza.

Quando può essere indicato l’autotrapianto dentale
Le indicazioni più rilevanti in età evolutiva includono:
- perdita di un dente permanente a seguito di trauma in età evolutiva,
- agenesie (o assenza congenita di elementi dentari) della serie permanente,
- inclusioni dentarie non recuperabili ortodonticamente,
- problemi odontoiatrici che necessitano l’estrazione di alcuni elementi (esempio: carie distruenti).
Nella nostra prospettiva questa tecnica trova particolare indicazione nei traumi dentali in età evolutiva dove l’improvvisa perdita di un incisivo o di un canino permanente determina un forte impatto funzionale ed estetico.
In questi casi, l’autotrapianto può rappresentare una delle poche opportunità di ristabilire una condizione biologica completa, mantenendo ridotte interferenze con la crescita.
Il valore biologico dell’autotrapianto
A differenza delle riabilitazioni protesiche o implantari, l’autotrapianto utilizza un dente naturale, mantenendo il legamento parodontale e quindi la capacità di adattarsi, percepire il carico e integrarsi nei processi di crescita dell’osso.
Questo significa che il dente trapiantato:
- può essere spostato ortodonticamente nel tempo,
- contribuisce al mantenimento e allo sviluppo dell’osso alveolare,
- si integra con i tessuti molli in modo fisiologico.
Nei pazienti giovani, questi aspetti sono particolarmente rilevanti, perché consentono di accompagnare lo sviluppo cranio-facciale.
Inoltre, l’autotrapianto può offrire ai ragazzi una soluzione tempestiva, a differenza degli impianti, che possono essere applicati solo al termine della crescita.
L’età: un fattore determinante
Il momento ideale per eseguire un autotrapianto è durante la fase di sviluppo, quando i denti presentano ancora una formazione radicolare incompleta (apice aperto).
In questa condizione, la probabilità che il dente mantenga la sua vitalità è elevata, con percentuali riportate in letteratura significativamente superiori rispetto ai denti completamente formati.
Per questo motivo, l’autotrapianto rappresenta una risorsa particolarmente indicata in età pediatrica e adolescenziale.
Il ruolo della pianificazione interdisciplinare
Il successo dell’autotrapianto non dipende da un singolo gesto tecnico, ma da una corretta selezione del caso, da una pianificazione accurata – oggi supportata anche da strumenti digitali tridimensionali – e da una gestione coordinata tra ortodonzia, chirurgia e restaurativa.
Ogni fase, dalla scelta del dente donatore alla preparazione del sito ricevente, fino al follow-up nel tempo, richiede un approccio metodico e controllato.
Una prospettiva a lungo termine
Quando eseguito in condizioni appropriate, l’autotrapianto può offrire risultati stabili nel tempo, con follow-up documentati anche a distanza di molti anni.
Nella pubblicazione a cui il nostro studio ha partecipato come autore, sono riportati casi clinici con controlli fino a oltre 20 anni, nei quali i denti autotrapiantati hanno mantenuto funzione, stabilità e integrazione nei tessuti nel tempo.

L’autotrapianto non è una soluzione universale e richiede una valutazione specialistica approfondita. Tuttavia, nei casi selezionati – in particolare nei pazienti giovani e nei traumi dentali – rappresenta un’opportunità concreta per ricostruire non solo un dente, ma un equilibrio biologico completo, offrendo una soluzione estetico-funzionale ai ragazzi nella delicata fase di transizione tra l’età adolescenziale e quella adulta.
Il coinvolgimento diretto del nostro studio in questo ambito riflette un approccio clinico orientato alla pianificazione interdisciplinare e allo sviluppo di soluzioni basate su evidenze scientifiche consolidate, con l’obiettivo di offrire percorsi strutturati e personalizzati.
Riferimento Bibliografico
International Journal of Periodontics & Restorative Dentistry
Testori T, Simion M, Carù FG, Corbella S, Taschieri S, Perrotti G, Cocconi R, Calatrava J, Decker A, Wang HL. Immature Tooth Autotransplantation with Buccal Bone Fenestration Treated with GBR and Immature Tooth Autotransplantation in Regenerated Bone: Proof of Principles with Medium- (55 Months) to Long-Term (252 Months) Follow-ups. Int J Periodontics Restorative Dent. 2026 Mar 13;46(2):186-201


