Cura dei denti da latte: perché è fondamentale e come gestirla

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Quando si parla di denti da latte è comune pensare che non valga la pena occuparsene troppo, essendo questi temporanei. In realtà i denti da latte sono denti destinati a cadere, ma non così in fretta! La loro permanenza in bocca è molto più lunga di quanto, talvolta, si immagini e la loro salute condiziona il benessere futuro del bambino. In questo articolo parliamo del perché la salute dei denti decidui sia fondamentale per lo sviluppo e di come gestire l’igiene orale fin dai primi mesi di vita del bambino.

Denti da latte: piccoli elementi per grandi funzioni

Tra i denti da latte, alcuni accompagnano il bambino solo per i primi anni di vita, mentre altri permangono fino agli anni della pre-adolescenza. Gli incisivi (ovvero i denti davanti) arrivano intorno ai 6 mesi e vengono sostituiti relativamente presto, intorno ai 6 anni di età. I secondi molari da latte invece (ovvero i denti posteriori) spuntano tra i 24 e i 30 mesi di vita. Questi vengono poi sostituiti dai corrispondenti elementi permanenti solo tra gli 11 e i 12 anni. A questa età – generalmente – termina la permuta dei denti. 

I denti da latte, dunque, accompagnano la crescita dei nostri bimbi durante gran parte della loro infanzia e sono fondamentali per la corretta masticazione, digestione e fonazione. Inoltre la loro presenza concorre a favorire una corretta permuta dei denti e una più armonica crescita delle arcate dentali

I rischi delle carie nei denti da latte

Non curarsi del cavo orale durante la prima infanzia può portare alla formazione di carie con conseguenze importanti a livello locale della bocca e, più in generale, della salute. Le carie sui denti decidui possono, infatti, provocare dolore, infezioni, ascessi e fistole come e più dei denti permanenti. Le possibili conseguenze includono:

  • difficoltà nella nutrizione: il dolore può rendere difficoltosa la masticazione, con possibili conseguenze a livello della digestione e della nutrizione del bambino;
  • fastidio nell’igiene quotidiana: il fastidio può rendere difficoltose le stesse procedure di igiene orale, generando un effetto a catena che si autoalimenta; 
  • stress emotivo del bambino: quando le carie sopraggiungono numerose nei primissimi anni di vita, i bambini possono non essere in grado di fornire la necessaria collaborazione per le cure. Questo rende più complesso l’iter di trattamento. La conseguenza può essere stress emotivo da parte dei piccoli e della famiglia, con necessità – seppur rare – di ricorrere all’estrazione precoce dei dentini interessati. 

Guida pratica all’igiene orale per fasce d’età del bambino

Un buon trattamento dei denti da latte, che ne garantisca la persistenza in bocca fino al giusto momento di permuta, è un ottimo punto di partenza per la futura salute orale. Si consiglia di introdurre la routine dell’igiene orale fin dai primi mesi di vita, da sviluppara progressivamente sotto la supervisione dei genitori. Per evitare gli “sbagli” più frequenti è possibile consultare l’approfondimento nel quale sono trattati gli errori più comuni quando si parla di igiene orale nel bambino, come la condivisione di posate con i neonati o l’abitudine di far bere il latte dopo la pulizia serale.

Per strutturare una corretta routine di igiene orale, ecco come adattare la pulizia dei dentini alle diverse fasi di crescita del bambino.

Primi mesi di vita 

Prima dell’arrivo dei primi denti da latte, la pulizia delle gengive va eseguita dopo la poppata con garze, spazzolini da dito in silicone o guantini appositamente studiati per la detersione del cavo orale dei neonati. 

Dalla comparsa del primo dente

Da questo momento è utile introdurre l’uso dello spazzolino. Sono disponibili spazzolini specifici con setole extra morbide, in grado di pulire senza ledere le delicate mucose del bambino. Si consiglia di introdurre lo spazzolino gradualmente, in modo da abituare il bambino alla sensazione delle setole. Si può iniziare passandoglielo prima sul dorso della manina e poi sulle labbra fino ad arrivare ai dentini. 

Dopo il primo anno 

Dai 12 mesi il genitore può enfatizzare il carattere giocoso della cerimonia di pulizia. In questa fase può essere utile dotarsi di due spazzolini, uno da lasciare in mano al piccolo e l’altro a uso dei genitori, che effettueranno la pulizia dei denti al bambino, lasciando al piccolo la possibilità di prendere dimestichezza con lo. 

Indicazioni utili:

  • utilizzare lo spazzolino in associazione a un dentifricio;
  • è opportuno l’uso un dentifricio con un quantitativo di fluoro di 1.000 ppm;
  • si consiglia di utilizzare il dentifricio nel quantitativo pari al volume di un pisello. 

Dopo i 3 anni 

Compiuti i 3 anni, il bambino interagisce sempre più e risulta utile lavorare progressivamente sulla consapevolezza. Per essere motivato a prendersi cura della propria bocca, il bimbo ha bisogno di capire perché sia necessario lavare i denti. Il poter disporre di strumenti educativi (come libri illustrati, storie, video esplicativi) aiuta i genitori a far capire al bimbo che la pulizia dei denti non è un’inutile costrizione, ma un importante momento di cura della persona.

Lavarsi i denti non è un gioco da ragazzi, per questo è importante imparare gradualmente le giuste tecniche. Un consiglio prezioso è quello di farsi aiutare da esperti del settore portando i bimbi, fin da piccoli, a incontri di educazione all’igiene orale con il dentista o l’igienista orale. A casa, sarà poi fondamentale avere la pazienza di supervisionare le procedure finché il bambino non le abbia apprese appieno.

Viaggi Interdentali: un progetto educativo dedicato alla salute dei dentini

Per supportare i genitori in questa fase delicata, la Dott.ssa Silvia Rapa ha sviluppato risorse specifiche pensate proprio per i più piccoli, come ad esempio, il libro Accidenti [Antiga Edizioni – Rapa, Pocchiesa, Marega, Dus] e il portale viaggiinterdentali.it . Sul portale di Viaggi Interdentali è  possibile trovare curiosità, giochi e contenuti interattivi nati per far conoscere la bocca ai più piccoli. Utilizzare questi strumenti permette di costruire un linguaggio comune tra medico, genitore e bambino, rendendo la cura dei denti un momento sereno e condiviso.

La prima visita dal dentista

Per accompagnare al meglio il bambino in questo percorso di crescita, è fondamentale affiancare alla routine domestica il supporto di uno specialista. La prima visita odontoiatrica infantile (chiamata visita pedodontica) viene eseguita da un dentista esperto nel campo dell’odontoiatria infantile e ha lo scopo di verificare la salute della bocca e dei denti. È opportuno programmare questo primo controllo intorno ai 18-24 mesi, indipendentemente dalla presenza o meno di problematiche dentali. 

Questo permette di mettere in atto il prima possibile una strategia di prevenzione e di far familiarizzare il bambino con l’ambiente odontoiatrico. Il bambino imparerà gradualmente a vivere il controllo dal dentista come un visita di routine, sarà più rilassato nell’affidarsi a eventuali cure, riducendo tensioni e paure spesso create da interventi di emergenza e in situazioni di dolore.

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